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La lombalgia

Popolarmente conosciuta come mal di schiena, è un disturbo diffuso che interessa i muscoli e le ossa della regione lombare, corrispondente alla parte inferiore della schiena.

Il termine Lombalgia, è il composto di "lombo" che indica la zona lombare della schiena, e di "algia", il termine usato per indicare qualsiasi stato doloroso.  In medicina, ogni dolore che, determinato da cause diverse, ha come punto d’insorgenza la regione lombare.

Si stima che circa il 80- 90% delle persone ne soffrano o ne abbiamo sofferto almeno una volta durante l’arco della propria vita. I più soggetti a questo disturbo sono compresi ella fascia di età tra i 40 e i 50 anni. 

Tipi di lombalgia

Lombalgia Acuta
E’ il termine medico che identifica qualsiasi dolore nell’area area lombare della schiena, avvertito in maniera repentina, accompagnato da fitte dolorose e che tende a scomparire nell’arco di massimo 6 settimane.
Lombalgia cronica
E’ definito il dolore a carico della zona lombare della schiena che compare gradualmente ed in modo meno intenso con una durata di almeno 3 mesi (12 settimane).

La Lombalgia Acuta è la patologia più diffusa. Infatti, circa l’80% degli episodi di questo disturbo sono tipicamente classificati come mal di schiena non specifico, acuto e non riferito ad una patologia più grave.

Sintomi

Il dolore tipico della lombalgia acuta insorge solitamente dopo movimenti, anche banali e quotidiani, come la flessione o la torsione anteriore del tronco oppure di sollevamento di pesi anche leggeri.

Il dolore può essere immediato con una fitta immobilizzante o può essere percepito la mattina seguente subito dopo il risveglio. E’ un dolore limitante che aumenta in determinate posizioni o anche solo con un piccolo movimento e talvolta si irradia nella parte posteriore alla coscia.

Se il dolore viene percepito anche nella parte bassa delle gambe, è possibile un che sia in atto anche una infiammazione del nervo sciatico (sciatalgia).

Spesso l’insorgere della lombalgia acuta, è favorita da fattori “predisponenti” come stress, affaticamenti muscolari o banalmente raffreddori ed influenze. Il movimento di per se stesso, se non traumatico, non è infatti sufficiente da solo a scatenare il dolore.

Cause

La principale causa è una contrattura muscolare insorta in seguito a scorretta postura, a movimenti improvvisi, movimenti anomali o a banali sforzi: un tipico esempio è la situazione conosciuta come il colpo della strega.

Vi è inoltre una stretta correlazione tra alcuni fattori, legati alle abitudini di vita quotidiane, e l’insorgenza della Lombalgia Acuta. Ne citiamo alcuni:

  • obesità;
  • sedentarietà;
  • stress;
  • fumo;
  • sforzi fisici eccessivi;
  • colpi di freddo;
  • aria condizionata;
  • cattiva qualità del sonno.

Può insorgere anche durante gli ultimi mesi di gravidanza in cui vengono assunte posture scorrette che alterano la curvatura fisiologica della colonna vertebrale e che possono portare alla comparsa di contratture muscolari lombari.

Altre cause, anche se meno comuni, sono riconducibili a problemi di natura scheletrica della colonna vertebrale dovute alla riduzione dello spazio intervertebrale, alla presenza di protusioni, ernie discali o alla degenerazione dei dischi intervertebrali

Più frequente nella terza età è il dolore scatenato dalla degenerazione delle articolazioni (artrosi o stenosi spinale) o da fratture vertebrali derivate da osteoporosi. Anche l’artrite può esserne una causa: il dolore in questo caso è caratteristicamente ricorrente e forte, in particolare al mattino.

Quanto dura

Le Lombalgie Acute più comuni, dovute cioè a traumi muscolari (contratture, stiramenti…) o ai legamenti, si risolvono, normalmente nel giro di 2 settimane e, solo in situazioni particolarmente complesse, in un arco di tempo di 4/6 settimane.

E’ sempre opportuno sentire il parere del proprio medico e seguirne l’eventuale piano terapeutico e una diagnosi strumentale (radiografia, risonanza magnetica, tac..).

Cosa fare

Il trattamento migliore per combattere la lombalgia acuta dipende dal tipo e dall’intensità del dolore percepito e varia da individuo a individuo.
Generalmente, la cura più efficace è il riposo in modo da lasciare ai tessuti danneggiati o infiammati il tempo necessario per guarire.

Sono consigliate terapie a base di farmaci antidolorifici e antinfiammatori per uso orale, creme antidolorifiche e antiinfiammatorie (meglio se di origine naturale) ed eventualmente sedute di fisioterapia.
Nei casi più gravi, quando il dolore peggiora e continua anche per molte settimane, sempre sotto l’egida del proprio medico o dello specialista, potrebbero essere necessari azioni più invasive come iniezioni fino ad arrivare ad interventi chirurgici.

Come prevenire

L’ attività fisica è senz’altro al primo posto.

Infatti, la mancanza di esercizio fisico ed obesità, sono tra le cause principali del dolore lombare.

Una costante attività fisica permette da un lato di avere una buona tonicità muscolare per “sostenere” la colonna vertebrale (non servono solo i muscoli della schiena) e dall’altro di riuscire a mantenere il peso corporeo nella norma.

Anche la postura gioca un ruolo importante sia in età adulta adottando, per esempio, postazioni lavorative che rispettino la fisiologia del corpo sin da bambini evitando se possibile zaini e cartelle troppo pesanti e banchi di scuola non adatti.

Infine, un consiglio di tutti i giorni: sollevate un peso (anche un sacchetto della spesa) piegando le gambe ed utilizzando le ginocchia. Eviterete così inutili flessioni del busto a danno della zona lombare.

 

 
Le indicazioni di questo articolo hanno scopo ESCLUSIVAMENTE informativo e non intendono sostituire il parere di figure professionali come medico, nutrizionista o dietista, preparatore atletico.
Le informazioni riportate non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.