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Cefalee


La cefalea: cos’è

La cefalea (definita più comunemente “mal di testa”) è un disturbo ricorrente che rappresenta uno dei motivi più frequenti di consultazione medica nel mondo. Solo in Italia colpisce circa dieci milioni di persone in modo episodico e due milioni in modo cronico. Le cefalee primarie si possono dividere in tre gruppi principali:

L’emicrania, presente nel 18% delle donne e nel 6% degli uomini, è la forma più comune di cefalea disabilitante.

Sono molteplici i fattori in grado di innescare le cefalee. Uno stato prolungato di stress familiare o lavorativo ricopre un ruolo predominante. Altri fattori piuttosto rilevanti sono riscontrabili nella quantità e qualità del sonno, nei cambiamenti delle condizioni metereologiche e, specialmente per le donne, dagli sbalzi ormonali.

Come si manifestano le cefalee?

  • Mal di testa pulsante di intensità medio-forte, spesso limitato a un lato della testa
  • Eccessiva sensibilità indotta dalla luce
  • Fastidio indotto dalla presenza di suoni
  • Presenza di nausea, con o senza vomito
  • Improvvisa sensazione di irritabilità e iperattività e diminuzione del livello di concentrazione
  • Andamento cronico

Da cosa è provocata la cefalea

L’impatto di una corretta alimentazione sulle persone affette da cefalee primarie non è da sottovalutare: tra gli alimenti più dannosi ci sono l’alcool, i latticini, il cioccolato e la caffeina.

Profilassi

La decisione di intraprendere una terapia di profilassi nel trattamento delle cefalee dipende dalla frequenza e dalla gravità degli attacchi e da quanto questi alterino la qualità di vita dei soggetti. La profilassi è indicata in tutti i pazienti con frequenza di crisi medio-elevate, ovvero:

  • Attacchi al mese superiori a 3
  • Se inferiori a 3 ma con durata 48-72 ore o più
  • Resistenti parzialmente o totalmente alla terapia d’attacco farmacologica.
  • Se la terapia d’attacco farmacologica NON è soddisfacente per presenza di effetti collaterali o controindicazioni
  • Deve essere scelta per singolo paziente anche in relazione alle comorbilità (diabete, BPCO, depressione, ipertensione, obesità)
  • Deve durare almeno 3 mesi per verificarne l’efficacia.


Si considera efficace quando:

  • Riduce il numero degli attacchi (di almeno il 50%)
  • Riduce la disabilità (n. attacchi, intensità e durata) e il consumo totale di farmaci sintomatici, migliorando la qualità di vita del paziente

Frediani F. et al. – «Le Cefalee, clinica e terapia» – Raffaello Cortina Editore